Da qualche tempo mi concedo frugali sbirciatine nei blog altrui, nel difficile tentativo di comporre una mappa del pensiero contemporaneo. Tra i tanti, ce n’è uno che mi incuriosisce in particolar modo, per la ragionevolezza dei contenuti e l’equilibrio delle posizioni. L’autore si firma Orpheus, sebbene parli di se al femminile, e ritengo che risieda a nord del Po.
Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Napolitano sulla spazzatura di Napoli, a ragionevolezza ed equilibrio si è aggiunta una venatura di rabbia che non posso far altro che condividere. Certamente se anch’io avessi la fortuna di vivere nelle amene regioni nordiche reagirei allo stesso modo; purtroppo vivo nelle infelici regioni sudicie, e quindi mi tocca compensare il senso civico con un pizzico di diffidenza, che altrove non è necessaria.
Onestamente. non me la sento di attaccare Orfeo - o Euridice, ancora non ho ben capito – perchè non posso criticare chi è giustamente arrabbiato, e purtroppo vittima di una strategia subdola e molto ben congegnata. Per questo non ho scritto nulla su quel blog, a differenza di molti miei conterranei, ma pubblico questo articolo con l’intento di varare un ponte ideale tra nord e sud. Un ponte stretto, ma l’unico di cui l’Italia ha bisogno in questo momento.
Augurandomi che dall’altra sponda aderiscano all’iniziativa, comincerò a gettare la prima pietra, proprio sul federalismo fiscale.
Andiamo subito alle conclusioni, rapidamente: non voglio il federalismo fiscale perchè ritengo che sia un grosso imbroglio per tutti, del nord e del sud. La spiegazione è molto semplice, basta spogliarsi dei preconcetti e seguire il mio ragionamento.
Partiamo dal primo punto: la densità di popolazione del sud è inferiore (di molto) a quella del nord, il che comporterebbe carichi fiscali improponibili (in altre parole inverosimili) per la realizzazione ed il mantenimento delle infrastrutture primarie (strade e ferrovie soprattutto, ma anche ospedali, scuole, caserme ecc.), ovvero quelle opere pubbliche che sono proporzionali all’estensione del territorio e non al numero di abitanti. In altre parole, non c’è un numero di cittadini sufficiente a pagare le tasse per costruire, ampliare e manutenere queste opere pubbliche, nemmeno se tutti pagassero le tasse.
Abbiamo pronunciato la parola tasse, meglio fare una breve divagazione. Al pari di tutti i cittadini onesti d’Italia, anche a noi qui sotto girano le scatole per gli evasori fiscali, quelli del sud e quelli del nord, che pure ci sono. Le tasse si pagano anche quaggiù, come da voi, e si evadono qui al sud come da voi al nord. Io le tasse le pago, come voi al nord, e come tantissimi meridionali, e quindi, consentitemi, mi arrabbio anche più di voi per lo spreco di denaro pubblico, tanto più che a differenza vostra, che per fortuna i cumuli di spazzatura li vedete solo in televisione, io sono costretto a camminarci dentro ed a sentirne la puzza ogni giorno.
Qui sotto siamo arrabbiati molto più di voi, cercate di rendervene conto prima di sparare sciocchezze. Voi ci rimettete solo i soldi dell’IRPEF, noi anche i contributi locali, la salute e la tranquillità. Siamo più che arrabbiati accidenti!
Un’altra sciocchezza che ci hanno inculcato sull’evasione al sud riguarda la libera imprenditoria. Qualcuno pensa forse che nel meridione siamo tutti imprenditori e liberi professionisti? E i dipendenti dove li mettiamo? Neanche loro pagano le tasse? In percentuale, quanti meridionali sono dipendenti con tanto di busta paga e ritenute alla fonte? Dipendenti di enti pubblici statali e locali, banche, scuole, forze dell’ordine, piccole e medie imprese “oneste”, ci pensate a quanti meridionali hanno la busta paga e nessuna entrata extra? Ebbene, incredibile ma vero, la percentuale di meridionali che può evadere le tasse (i non stipendiati) è identica a quella delle altre regioni d’Italia, con la differenza che al sud la popolazione è di parecchio inferiore a quella del nord.
Ho sentito rumore di ingranaggi in funzione… segno che un punto di vista diverso a volte aiuta.
Dicevamo quindi che al sud la densità territoriale della popolazione è inferiore a quella del nord, e che di questi pochi meridionali solo una piccola parte potrebbe evadere le tasse. E vi assicuro che nemmeno tutti quelli che potrebbero lo fanno. La domanda che viene spontanea allora è una soltanto: è mai possibile che qualche migliaio di evasori, rispetto ai milioni di italiani, siano la causa di tutti i mali del sud e nord Italia? Non riesco nemmeno ad immaginare quanto dovrebbero essere ricchi!
Ma anche ammesso che le cose stiano così, tanto non ci crede nessuno, anche azzerando l’evasione di questi ricchissimi meridionali, quanto dovrebbero pagare di tasse per raggiungere il gettito contributivo delle popolose regioni del nord? Ve lo dico io: in media più di quello che guadagnano (tutto, imponibile e imposte), stipendiati inclusi.
Era il primo punto, avevo scritto, per ora credo sia sufficiente. Riflettiamo sul “cui prodest” nel frattempo, e magari andiamo a documentarci dell’archetipo, nemmeno troppo antico, della forma di assistenzialismo che dovrà “per forza” seguire al federalismo fiscale. Si chiamava “Cassa per il Mezzogiorno“. La strategia è chiara se non vi fermate all’apparenza, ed anche se il nome del mostro ancora non si conosce, lo hanno già concepito. Aiutateci a non farlo nascere.
A proposito di ponti: con quali soldi i “federalisti” vogliono pagare i lavori di quello sullo Stretto di Messina? E voi del nord cosa ci guadagnate? Non è forse meglio arrivare a Palermo in nave o aereo, come probabilmente fareste in ogni caso, ma avere ospedali che funzionano, strade, servizi, ordine e pulizia?
Spero la mia opera abbia un seguito, su questa e sull’altra sponda. A voi la parola.
7 Giugno 2008 alle 20:01 |
Ciao sono donna, ho scelto Orpheus per via del mito di Orfeo, figura mitologica che coinvolgeva in modo prodondo chi lo ascoltava, grazie alla musica, alla poesia e alla retorica…é quello che vorrei fare anch’io:-)
Detto questo, sono metà del Nord e metà del Sud.
Mia nonna e una fetta considerevole del parentado, vivono fra Calabria e Sicilia, io a Milano.
Ho amici nel Lazio e in Campania.
Quindi non mi si può di certo imputare una qualsiasi forma di razzismo. Non sono razzista, ma sono critica su certe cose che non funzionano al Sud, che per inciso conosco molto bene. Il problema tasse é secondario, lo sviluppo del Sud é bloccato dalla criminalità organizzata. Questo é sicuro, come sicura è la morte.
Camorra, mafia, n’drangheta sono vampiri che succhiano la vita e i soldi dei meridionali. Fino a quando ci saranno il Sud sarà sempre arretrato, rispetto al resto dell’Italia.
Come liberarsene…ehehehe…non é un problema da poco.
Tanto per cominciare, proprio sulla questione dei rifiuti, bisogna “dare a cesare, quel che é di cesare”, ossia se alcune industrie del nord hanno smaltito rifiuti tossici in Campania é perchè ciò é stato voluto e permesso dalla camorra. Nel mio post ho parlato di Varese. Ecco quello é un buon esempio da seguire.
Per il resto sono disponibilissima a parlare, sempre se ci si confronta con rispetto.
Ciao Mary
8 Giugno 2008 alle 0:32 |
Ciao Mary, e grazie per aver svelato l’arcano: “femmena fosti”
Le parole di Napolitano hanno da subito acceso un campanello d’allarme nelle mia testa perchè ero certo, e purtroppo i fatti lo confermano, che potevano dar luogo a interpretazioni e rivendicazioni pericolose e fuorvianti.
Il presidente ha infatti involontariamente spostato l’attenzione su un problema che nemmeno esiste, perchè qui nessuno vuole dare “la colpa al nord” dei nostri rifiuti, ci mancherebbe altro: sappiamo tanto bene con chi prendercela!
E meno che mai i napoletani vogliono risolvere definitivamente il problema inviando i rifiuti al nord, magari per compensare le responsabilità sbandierate da Napolitano. Probabilmente qualche affarista del nord si sarà pure arricchito con la nostra immondizia, non possiamo escluderlo, ma non ci sogneremmo mai di dare la colpa a milioni di “settentrionali” per una decina di nordici disonesti. I fumi della spazzatura non ci hanno ancora bruciato del tutto il cervello.
Ma soprattutto, e qui Napolitano non ci ha preso per niente, siamo proprio sicuri che tutte le industrie del nord eventualmente coinvolte nella faccenda hanno “di loro spontanea volontà” deciso di affidare i rifiuti pericolosi ai malavitosi del sud? Napolitano dovrebbe sapere che prima delle sentenze occorrono i processi, ed ancor prima le indagini. E non credo proprio che lui sappia qualcosa che noi ignoriamo.
In ogni caso, anche se probabilmente tornerò sul problema per dovere di chiarezza, è meglio precisare subito che qui siamo tutti ben consapevoli del fatto che i rifiuti tossici e nocivi non c’entrano proprio niente con quelli per strada, di cui costituiscono una parte infinitesimale (equivalente forse a qualche giorno di “raccolta ordinaria”). Questo sia sempre ben chiaro a tutti, anche perchè spiega come mai la stragrande maggioranza dei campani non sapeva niente (perchè pochissimi sapevano cosa succedeva veramente, questo è sicuro).
Riguardo alla ribellione dei cittadini. Politicamente, attendiamo tutti con ansia che Bassolino (che non è assolutamente l’unico responsabile di tutto questo, ammesso addirittura che lo sia) lasci il suo trono alla volta del parlamento europeo, e soprattutto speriamo che i partiti (di Roma) ci diano la possibilità di votare qualcosa di diverso. Perchè alla fine ce ne dimentichiamo, ma con il sistema politico attuale neppure Masaniello sarebbe riuscito a farsi eleggere sindaco, e forse neppure assessore. Noi abbiamo l’impressione di votare, ma all’atto pratico scegliamo sempre tra la zuppa e il pan bagnato che ci propongono gli oligarchi romani.
L’altra ribellione, quella dai poteri forti presenti nella nostra terra, è davanti a tutti ogni giorno, basta saperla leggere negli occhi delle persone che protestano contro l’apertura di questa o quella discarica. Dietro l’apparente difesa della propria tranquillità infatti, che in fondo è solo un pretesto di facciata, i napoletani chiedono allo stato e agli italiani di non essere più lasciati soli, perchè sanno bene che quando i riflettori si spegneranno, e lo stato tornerà a guardare altrove, in quelle discariche arriverà di tutto.
Impariamo a leggere cosa c’è veramente dietro a una protesta che potrebbe sembrare solo egoistica ed irragionevole, mentre si sa, “cà nìsciun’ è fess” (traduzione: qui nessuno è stupido).
Ciao Mary, torna a trovarmi quando vuoi: chi esprime le proprie idee con giudizio e moderazione qui è sempre il benvenuto. E poi abbiamo un ponte da costruire. A presto.
16 Luglio 2008 alle 10:20 |
Sul blog di Orpheus ho lasciato un commento “Quann ce vo, ce vo ”
Ho riferito il mio commento alla proposta di limitare i fondi al mezzogiorno.
Nata a Salerno (vivo negli Stati Uniti da molti anni) ho fortemente nel cuore il sud e quasi ugualmente il nord “some of my best friends live there!” Ho subito capito che il mio commento e` stato impulsivo, la politica dei problemi che divide il nord al sud non mi e`completamente chiara. E` molto triste questo stato di cose.
Non ho altro da aggiungere, eccetto un abbraccio a tutti voi. Liliana USA
16 Luglio 2008 alle 10:45 |
Cara Liliana, contrariamente a quanto potrebbe apparire, anche noi meridionali vogliamo che vengano limitati i fondi per il mezzogiorno. In altre parole, non vogliamo l’assistenzialismo in stile “Cassa per il Mezzogiorno” ma una politica di rilancio seria ed efficiente. Purtroppo i piani dei governi vanno in altre direzioni, e già si parla di Banca del Sud (bella fantasia), il mostro che dovrà prendere il posto della defunta CasMez. Purtroppo il federalismo “alla Bossi” è il cavallo di troia di questo piano perverso, ma ho paura che ce ne accorgeremo tutti quando sarà troppo tardi.
I “nordisti” da parte loro sono in buona fede, ma molto male informati, come il resto della nazione, perchè si fa vedere a tutti una sola faccia della medaglia senza considerare il problema complessivo e tutti i possibili scenari futuri.
Grazie dell’intervento e complimenti per la tua onestà mentale, che ho molto apprezzato. Rivedere le proprie posizioni, o anche solo metterle in discussione, è diventata una dote molto rara.