Senza macchia nè peccato

Andate in camera da letto, prendete a caso un pò di roba colorata dai cassetti, ficcatela in lavatrice a 90 gradi e, mentre aspettate di vedere il risultato, ditemi: di che colore sarà l’acqua di scarico a fine lavaggio?

Chiunque risponderebbe: dipende.

Dipende da cosa ci ho messo dentro, dai colori dei capi, dalla loro proporzione, dal tipo di stoffa, da quante volte sono stati lavati, da cosa eventualmente c’era nelle tasche di questo o quel vestito. Dipende da un sacco di cose. Nessuno si sognerebbe di dare una risposta certa prima di aver visto il risultato.
Allo stesso modo tutti sanno che non si potrebbe ottenere due volte lo stesso risultato, meno che mai se il carico avviene in maniera del tutto casuale.

Adesso ditemi, se prendo due numeri e li moltiplico tra loro che risultato ottengo?

Stessa risposta: dipende.

Dipende dai numeri, ovviamente. Dieci moltiplicato per tre mi dà trenta; cinque moltiplicato per otto è uguale a quaranta e così via. Ed inoltre, tutti sanno che possiamo avere zero in solo tre delle infinite combinazioni di numeri: quando uno, l’altro o entrambi i fattori sono uguali a zero.

Passiamo adesso dai calcoli alle stime.

Tornate in camera da letto, prendete il solito assortimento di indumenti, metteteli in una pentola ed incendiateli. Mentre respirate i fumi, ditemi: che rischio avete di intossicarvi?

Anche in questo caso la risposta non cambia: dipende.

Dipende da una quantità di fattori almeno uguale a quella del colore dell’acqua, e soprattutto dipende dal vostro stato di salute, da eventuali allergie, predisposizioni genetiche e chi più ne ha più ne metta. Quindi neppure in questo caso possiamo prevedere il risultato, benchè stiamo parlando di fenomeni di cui la medicina conosce bene cause, effetti e terapie.

E’ pur vero che un bravo medico, che conosce il vostro stato di salute, ed ha visto con sufficiente approssimazione il contenuto della pentola, può azzardare una previsione, ma tra tutte le percentuali di rischio che potrebbe azzardare (basso, moderato, quasi niente, minimo, remoto, eccetera) di sicuro non userebbe l’unico numero riservato ai fenomeni assolutamente certi: zero.

Non sono contrario agli inceneritori, ma mi rifiuto di chiamarli “termovalorizzatori” perchè non mi piace passare proprio per stupido. Sono macchine diabolicamente efficienti, che sembrano realizzate apposta da un ministro dell’economia per innalzare il Prodotto Interno Lordo, e quindi che ben venga la distruzione di materia prima se è finalizzata ad aumentare il benessere economico del paese.
Tanto alla fine ci ammaliamo lo stesso, per una cosa o per l’altra, ma almeno “se l’economia tira” abbiamo gli ospedali ed i soldi per pagarci il medico.
Oggi ci ammaliamo “a gratis”, ma vedrete che con gli inceneritori sarà tutta un’altra storia.

Tornando alle singolarità matematiche, non posso che essere contento se qualcuno mi dice che gli inceneritori non fanno male alla salute, sarei uno stupido altrimenti.
Ma non riesco a passare sul fatto che uno scienziato possa aver usato con tanta leggerezza l’unico numero che in probabilità e statistica si evita sempre di pronunciare: zero.

Ed ora, spieghiamo a tutti (il Professore lo sa già) cosa c’entra la lavatrice ed le moltiplicazioni.

Prendete la lavatrice, con tutto il suo contenuto, metteteci il frigorifero, il baule della nonna che avete in cantina, quella vecchia radio a transistor della zia, un paio di lampadine “ecologiche” (che Dio ce ne scansi e liberi, un giorno vi dirò perchè), il vostro vecchio telefonino con annessa batteria, e portate il tutto in un inceneritore.
E mentre aspettate di risolvere una reazione chimica piena zeppa di incognite, ditemi: che probabilità avete di morire di cancro?

Io proprio non lo so, forse nessuna, ma credo di ricordare, correggetemi se sbaglio, che i meccanismi del cancro non sono ancora del tutto noti, ed è forse anche per questo che esistono le Fondazioni di Ricerca sul Cancro.

Vi lascio con un dubbio, che magari può essere lo spunto per il prossimo best-seller dei “segreti di pulcinella“: quando andranno in funzione gli inceneritori in Campania, dove sarà più comodo per la criminalità andare a “smaltire” i rifiuti tossici e pericolosi?
Alle emissioni di quante automobili (normalmente sarebbero 14, se non ricordo male) corrispondono un paio di barili di prodotti tossici?

Altro che libri! Ne potrebbe venire fuori un film da “Oscar”.

Una Risposta a “Senza macchia nè peccato”

  1. drvannetiello Dice:

    “mi rifiuto di chiamarli “termovalorizzatori” perchè non mi piace passare proprio per stupido.”
    ” Sono macchine diabolicamente efficienti,” sono invece drammaticamente inefficienti, o almeno sono efficienti come andare da Bari a Napoli passando per milano.

    “che sembrano realizzate apposta da un ministro dell’economia per innalzare il Prodotto Interno Lordo, e quindi che ben venga la distruzione di materia prima se è finalizzata ad aumentare il benessere economico del paese.”
    che ben venga bruciare le case per poi ricostruirle, perché questo aumenta il benessere economico del paese. e aumenta anche il PIL.

    “Tanto alla fine ci ammaliamo lo stesso, per una cosa o per l’altra, ma almeno “se l’economia tira” abbiamo gli ospedali ed i soldi per pagarci il medico.”
    questo mi sembra un salto carpiato con giravolta. purtroppo siamo una una calcolata fase di depressine economica, l’economia non tira, e c’è una calcolata rarefazione di soldi circolanti.

    “Oggi ci ammaliamo “a gratis”, ma vedrete che con gli inceneritori sarà tutta un’altra storia” non ci ammaliamo a gratis, stiamo pagando noi tutto questo. lì paghiamo senza saperlo e chi lo sa sta facendo di tutto per non lasciare che tutto questo accada.

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